
Laura Agnusdei, protagonista del nostro numero in edicola con una lunga intervista, è in arrivo con il nuovo album Flowers Are Blooming In Antarctica. Ascoltiamo un nuovo estratto in anteprima.
La compositrice e sassofonista italiana Laura Agnusdei – protagonista di una lunga intervista nel nostro ultimo numero in edicola – ritorna con un nuovo album, Flowers Are Blooming In Antarctica, un disco che segna una svolta nella sua carriera e che vede l’artista immergersi in acque inesplorate; una profonda meditazione senza tempo sul nostro rapporto con il pianeta Terra, gli eco-conflitti che ne derivano e la fascinazione per le forme di vita non umane.
Ogni passo del percorso di Laura Agnusdei, dalla sperimentazione elettroacustica alla sua costante ricerca basata sulla dimensione acustica degli strumenti a fiato e la loro interazione con i suoni elettronici polimorfi, sembra aver virato verso un nuovo senso di consapevolezza, come se la mente e la pratica intellettuale avessero finalmente raggiunto il corpo, il cuore e l’anima, dando vita al suo lavoro più organico e trascendentale finora. Flowers Are Blooming In Antarctica è liberamente ispirato ad una triade di idee pionieristiche che esplorano la realtà non convenzionale: Ways Of Being di James Bridle con la sua storia radicale che mescola ecologia, tecnica e intelligenza; il fantastico Codex Seraphinianus della fine degli anni 70 di Luigi Serafini, una collezione senza pari di flora, fauna, anatomie trasformate in nuovi esseri fragili.

Flowers Are Blooming In Antarctica fa parte della prima uscita del progetto Opale, nato dalla ormai consolidata collaborazione artistica tra Maple Death e Canicola, realtà sorelle che da anni portano avanti una ricerca sperimentale su musica e narrazione per immagini, dando vita a dialoghi inediti tra i due linguaggi, con un approccio visionario e militante. Ogni uscita di Opale vedrà la produzione parallela di un vinile e di un albo disegnato, legati tra loro da un filo rosso che attraversa atmosfere, temperature emotive, scorci di contenuto, e raccolti in una preziosa box ricca di altri materiali.

Insieme all’album di Laura Agnusdei questo primo Opale si compone di un albo illustrato da Daniele Castellano, illustratore per il cinema, la discografia, l’editoria italiana e internazionale (“Atlantic”, “New Yorker”, “New York Times”), membro del collettivo Ufficio Misteri, che ha lavorato sulle sonorità di Agnusdei rielaborandole e dando loro una forma disegnata. Design e packaging di Opale curato dallo studio grafico eee studio.
Laura Agnusdei ci racconta qualcosa di più su questa traccia:
Questa traccia prende il nome dallo psichedelico romanzo post-apocalittico Il Mondo Sommerso di J.G. Ballard, i cui protagonisti si muovono storditi sulle calde acque di un’Europa ormai ridotta ad un’ enorme laguna, immersa in un clima regredito all’epoca del triassico a causa dell’innalzamento della temperatura e delle radiazioni solari. Sebbene il romanzo sia del 1962 il deserto d’acqua descritto da Ballard riecheggia potentemente la realtà del collasso climatico in cui viviamo. La cupezza sonora di ‘The drowned World’ scaturisce dunque dall’intreccio delle visioni fantastiche del romanzo con le visioni fin troppo reali e vicine delle recenti alluvioni in Emilia-Romagna.
Qua sotto potete ascoltare in anteprima il nuovo singolo The Drowned World: