
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 11 al 17 marzo 2024
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.
di Luca Di Criscio

The Black Crowes – Happiness Bastards (Silver Arrow)
Era il lontano 2015 quando i fratelli Chris e e Rich Robinson annunciarono lo scioglimento del gruppo, facendo cadere ogni possibilità che nuova musica a loro nome potesse venire alla luce. Dopo aver risolto i dissidi interni, però, i due sono tornati insieme e oggi si trovano a pubblicare un nuovo disco a ben 15 anni di distanza dall’ultimo Before The Frost… Until The Freeze. Una lettera d’amore al rock ‘n’ roll, come ha affermato Chris, segno di una ritrovata sintonia.

Cosmo – Sulle Ali Del Cavallo Bianco (Columbia/Sony)
A distanza di tre anni da La Terza Estate Dell’Amore il cantautore di Ivrea torna con un nuovo album, presentato come un disco pop, ma che racchiude in sé molto di più. Un connubio impensabile tra musica elettronica e atmosfere da club, da un lato, e l’impronta dei cantautori dall’altro. Il tutto assemblato in modo armonioso da Cosmo, in grado di far ballare gli ascoltatori e, allo stesso tempo, di fornirgli spunti di riflessione con i suoi testi.

The Dandy Warhols – ROCKMAKER (Sunset Blvd/Beat The World)
Benché superati i trent’anni di carriera, la band di Bohemian Like You non ha intenzione di fermarsi e giunge oggi al suo undicesimo album in studio. Si tratta di un disco che testimonia un grande amore per il rock ‘n’ roll, ma che apre le porte anche ad incursioni punk e metal. Inoltre, al fianco di Courtney Taylor-Taylor e soci possiamo qui trovare alcuni ospiti illustri come Black Francis (Pixies), Slash e Debbie Harry (Blondie).

Cor Veleno – Fuoco Sacro (autoprodotto)
Lo storico gruppo hip hop romano, ad oggi composto da Grandi Numeri, Dj Squarta e Gabbo Centofanti, torna a farsi sentire dopo due anni dal joint album con I Tre Allegri Ragazzi Morti Meme K Ultra. Un disco che si divide su un doppio binario di celebrazione, da un lato, del genere di appartenenza, che giusto l’anno scorso ha compiuto cinquant’anni, e dall’altro, del compianto ma immortale Primo Brown, presente con la sua voce nella title-track.

Vasco Brondi – Un Segno Di Vita (Carosello)
Il secondo lavoro in studio del cantante de Le Luci Della Centrale Elettrica arriva a tre anni di distanza dal debutto ed è stato definito dall’autore stesso come un disco di “pop maldestro e impopolare”. Con l’aiuto alla produzione tra i tanti di Federico Dragogna, leader degli Psicologi, Brondi ha realizzato un disco carico di speranza e così pieno di cose da dire da aver bisogno di essere affiancato da un “Piccolo manuale” come compendio.

JuJu – Apocalypse Is God’s Spoiler (Sister 9)
Di tutti i progetti avviati dall’eclettico Gioele Valenti questo è sicuramente quello che ha raggiunto i traguardi maggiori. Giunto al suo sesto disco, solo due anni dopo Flag Of Breeze con Lay Llamas, il gruppo continua a propugnare il suo ideale di rock psichedelico con anche un ospite d’eccezione in uno dei brani: il batterista dei Nirvana su Bleach, Chad Channing.

Four Tet – Three (Text)
Dopo essersi messo alle spalle alcune collaborazioni con Fred Again… e Skrillex, il dj e producer britannico Four Tet, al secolo Kieran Hebden, ha pubblicato oggi il suo dodicesimo album in studio. Le prime anticipazioni di questo disco sono iniziate quasi un anno fa, quando l’artista pubblicò il primo singolo Three Drums, che già lasciava intuire la vasta gamma di altri generi che la sua musica elettronica si preparava ad abbracciare.

Kacey Musgraves – Deeper Well (Interscope/MCA Nashville/UMG)
La discografia della cantautrice country americana, vincitrice del Grammy per il miglior album nel 2019 con Golden Hour, continua a seguire e rispecchiare il corso della sua vita. Se il precedente Star-Crossed testimoniava una donna alle prese con un duro divorzio, questo nuovo album vede protagonista, invece, una persona che torna finalmente a stare bene e in pace profonda con sé stessa.

Tierra Whack – WORLD WIDE WHACK (Interscope)
Il secondo disco in studio della rapper di Chicago arriva a sei anni di distanza dal debutto Whack World ed è da esso molto influenzato, quasi come se ne fosse il seguito. Così come l’esordio era permeato da riflessioni sulla morte, anche il suo successore lo è (emblematico a tal proposito è il brano 27 CLUB), ma ad esse affianca anche momenti di luce permeati di profonda speranza.

Bugo – Per Fortuna Che Ci Sono Io (7 srl/ADA Music)
“È un disco per stare bene. Torno a casa per la via del rock and roll, un’arteria pulsante che mi riporta alle mie radici più autentiche“, ne scrive così lo stesso Bugo che si rivede con un nuovo album dopo Cristian Bugatti uscito nel 2020 dopo la partecipazione a Sanremo. Nella traccia che dà il titolo al disco, Bugo appare seduto sul manto erboso nel video girato allo Juventus Stadium di Torino.

The Messthetics and James Brandon Lewis – Per Fortuna Che Ci Sono Io (Impulse!)
Dopo l’omonimo esordio nel 2018 e Anthropocosmic Nest del 2019 il trio formato dagli ex Fugazi Joe Lally e Brendan Canty alla sezione ritmica, insieme al chitarrista Anthony Pirog si ripresentano con un progetto dove il free jazz diventa sempre più centrale, grazie soprattutto al presenza del sassofonista James Brandon Lewis.

STABBER – TRUENO (Virgin/Glum/Universal)
In attività sin dal 2011, Stefano Tartaglini, in arte STABBER, giunge solo oggi alla pubblicazione del suo primo producer album. Il titolo del disco ha funzione programmatica: come se si trovasse a bordo della AE86 Sprinter Trueno che campeggia in copertina, emblema del drifting, egli slitta da un genere musicale all’altro. Per fare ciò è stato necessario creare coppie di ospiti inedite: Noemi e Nitro, Angelina Mango e Gemitaiz, Coez e Annalisa per citarne alcuni.
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