
Dopo cinque anni torna Cesare Basile con un nuovo album dal titolo Saracena. Guardiamo in anteprima il video del primo estratto C’è Na Casa Rutta A Notu
È un lieto ritorno quello del cantautore siciliano Cesare Basile che il 3 maggio 2024 pubblicherà il nuovo album Saracena per Viceversa Records a distanza di cinque anni dal disco Cummeddia (2019) mentre un anno prima aveva anche pubblicato un brano dal titolo Capitano, una canzone contro il ministro Salvini. Cesare Basile è uno dei più importanti cantautori italiani in attività e un trentennio esatto di distanza dal suo esordio da solista si ripresenta con questa citazione del poeta palestinese Mahmoud Darwish, tra le principali fonti di ispirazione di Saracena
Puoi scrivere solamente la storia della tua ferita, puoi scrivere solamente la storia del tuo esilio

È lo stesso Basile a introdurci al suo dodicesimo album:
“Saracena è canzone d’esilio e spartenza. Canzone di separazione dall’infanzia, dai luoghi, dalla lingua. Canzone di pietre e nomi nascosti, terra calpestata dalle armate degli invasori, case abbandonate, rabbia che esplode il cuore e la carne. Una lunga canzone scritta e registrata di getto nell’arco di due settimane masticando le parole del poeta palestinese Mahmoud Darwish, quelle degli arabi di Sicilia condannati alla nostalgia come Abd al-Jabbar Ibn Hamdis, i versi di Santo Calì, le strofe popolari dell’abbandono di un’isola saracena negli intervalli delle melodie dei suoi Cantaturi. Questi semi pestati insieme nel mortaio della Nakba per raccontare il dolore degli ulivi di Palestina”
Saracena è stato composto e inciso nel corso di appena due settimane, innescato da grande urgenza espressiva. Un microcosmo di epica politica in un mondo dove è ormai sconsigliato prendere posizione. Quasi un instant concept album, dove il filo conduttore, quello del tema dell’esodo, è stato dipanato assecondando l’istinto e abbracciando il divertimento del suonare, finanche dell’improvvisare. Continuando a privilegiare il punto di vista dei perdenti e degli esclusi, il musicista siciliano commenta:
“In un momento in cui agli artisti si chiede solo di intrattenere le persone senza sollevare questioni scomode o prendere parola sulle ambiguità delle società democratiche, ho sentito il bisogno di affrontare una tragedia che per i più è notizia fruita distrattamente; di provare a capire quanto di universale c’è nel dramma palestinese, e nel farlo mi sono subito reso conto che dovevo agire in velocità, senza rimuginare razionalmente la questione, lavorare nell’urgenza poetica e politica”.

Questa è la scaletta dell’album Saracena:
01. C’è Na Casa Rutta a Notu
02. Kafr Qasim
03. Ciuri I Cutugnu
04. Prisenti Assenti
05. Bacilicò
06. Caliti Ciatu
07. U Iornu Do Signuri
08. Cappeddu A Mari
Dopo gli acclamati album Cesare Basile e Tu prenditi l’amore che vuoi e non chiederlo più (entrambi vincitori della Targa Tenco come migliore album in dialetto), U fujutu su nesci chi fa? e Cummeddia, pubblicati tra 2013 e 2019, il linguaggio adottato in Saracena non poteva che essere ancora una volta quello del dialetto siciliano, accostato con piglio innanzitutto avventuroso. Basile precisa: “L’uso della lingua siciliana non è mai stato per me pratica identitaria bensì uno spazio ricco di meticciato, in continua trasformazione e veicolo di continue trasformazioni, una pratica di libertà artistica e politica”.
C’è Na Casa Rutta a Notu è il primo estratto accompagnato da un video – diretto da Andrea Nicotra –che possiamo guardare in anteprima su Rumore.