
Alla sua seconda edizione, il Secolare Festival è già uno degli eventi più interessanti dell’estate pugliese
di Letizia Bognanni
Da qualche anno ormai “experience” è la parola chiave quando si parla di eventi e festival vari: spesso tutto sembra una corsa a chi offre di più in termini di esperienze (appunto) extra (extra musica, cinema o quello che è il centro dell’evento). Ci sono poi posti dove questa cosa viene ulteriormente enfatizzata: uno di questi posti è sicuramente la Puglia, sempre più la regione dove andare d’estate, con tutte le degenerazioni del casi, in termini di overtourism ed experience pericolosamente al limite del fighettismo. Resistono comunque oasi felici, eventi che si percepisce come vengano organizzati con intenti genuini, per far stare bene chi partecipa e valorizzare davvero il territorio. È questo il caso del Secolare, alla seconda edizione, un festival che si potrebbe definire, usando un’espressione un po’ desueta, “a misura d’uomo” – anzi facciamo “a misura di persona”, che noi siamo politically correct.
Unboxing worlds è lo slogan del festival, che si propone appunto di svelare mondi diversi e avvicinarli fra di loro e ai partecipanti. Non soltanto mondi musicali: nel corso delle due giornate negli spazi dell’Agriturismo San Giuseppe, location ottimale sia per gli amanti della natura che per quelli della storia e della cultura, situato com’è ai piedi del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, a pochi chilometri da Castel del Monte, vengono proposte attività come escursioni a cavallo, tour in bicicletta e hiking, oltre che yoga e drum circle. Anche se il focus principale è naturalmente sulla musica, e anche qui i mondi sono tanti, sia sul palco principale – il Castello Stage – che sul Bosco Stage, il piccolo palco dell’area campeggio dove aprono e chiudono le serate i dj-set di Vinxanity, Club Mediterraneo e altri.

La prima sera, sul main stage tocca al cantautorato e all’avant jazz dei locali Grecale+Semplicementeluigi e Hambone aprire le danze, seguiti dai libanesi Sanam, bravi anche se con un’attitude un po’ da Notte della Taranta/Primo Maggio anni 90 non esattamente all’avanguardia, per la gioia comunque dei fricchettoni presenti. Si resta in zona Mediterraneo con Paolo Angeli, e poi con il post punk sui generis dei turchi Lalalar, tanto tosti e coinvolgenti da farti quasi dimenticare quanto siano improbabili visivamente, con i loro look totalmente scoordinati, uno che sembra il cantante di un gruppo indie-funk anni zero, uno conciato come Calcutta, l’altro come un metallaro tedesco. Comunque bravi. Per finire, Alabaster DePlume, che cattura tutti con il suo nu jazz virtuoso e politico e con una presenza scenica imponente e istrionica.

Il secondo e ultimo giorno ci si mette un po’ di sfiga: un temporale costringe a ritardare l’inizio e cancellare i primi due artisti previsti in scaletta, Couchgagzzz e Magpies. Si comincia quindi con Richard Dawson, un orsacchiottone post folk che si fa voler bene, e si prosegue coi Timber Timbre, eclettici, intensi, anche belli da vedere con il loro modo di stare sul palco inusuale e scenografico. Il festival e il weekend si chiudono con l’elettronica ipnotica, eterea e psichedelica di Rival Consoles e la follia di NAH, che fa ballare tutti con le sue percussioni techno/jazz.
Una bella conferma, un festival che sta crescendo e si candida a nuovo appuntamento irrinunciabile della già ricca estate musicale pugliese.