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È morto il cantautore e pianista Bill Fay

Bill Fay è stato un musicista, compositore e pianista di culto inglese, riscoperto solo decenni più tardi da un pubblico più ampio. È morto all’età di 81 anni.
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Bill Fay Foto
(Credit: Mathew Parri Thomas)

Bill Fay è stato un musicista, compositore e pianista di culto inglese, riscoperto solo decenni più tardi da un pubblico più ampio. È morto all’età di 81 anni.

La notizia della morte di Bill Fay (William Fay) arriva dall’etichetta americana Dead Oceans tramite i propri profili social. Il cantautore e pianista folk londinese è morto il 22 febbraio all’età di 81 anni. Non sono state rese note le cause del decesso.

La Dead Oceans scrive così:

È con grande tristezza che annunciamo la scomparsa di Bill Fay, morto serenamente questa mattina a Londra, all’età di 81 anni. Bill era un gentiluomo, saggio oltre i nostri tempi. Era una persona riservata con un cuore immenso, che ha scritto canzoni immensamente toccanti e significative che continueranno a trovare persone per anni a venire.
I primi due album di Bill, Bill Fay e Time of the Last Persecution, hanno trovato un pubblico modesto ma affettuoso alla loro uscita all’alba degli anni ’70. Sebbene all’epoca non fossero considerati successi commerciali, continuano a ispirare devozione decenni dopo, ora noti come classici trascurati dell’epoca.
Con l’enorme aiuto del produttore Joshua Henry, che ha rintracciato Bill e lo ha convinto a fare un altro album, Bill ha poi continuato a fare altri tre album con Dead Oceans: Life is People (2012), la sua prima uscita in quarant’anni; Who is the Sender? (2015); e Countless Branches (2020), godendosi il suo status di cult in tempo reale.
Solo un mese prima della sua scomparsa, Bill era impegnato a lavorare a un nuovo album. La nostra speranza è di trovare un modo per finirlo e pubblicarlo, ma per ora, ricordiamo l’eredità di Bill come “l’uomo nell’angolo della stanza al pianoforte”, che ha scritto in silenzio canzoni sentite che hanno toccato e connesso persone in tutto il mondo.
Life is people
Con amore,
Gli amici di Bill alla Dead Oceans

(Dead Oceans)
Bill Fay

Il musicista negli anni 70 aveva pubblicato delle piccole perle come l’omonimo Bill Fay (1970) e Time of the Last Persecution (1971) per la storica etichetta Deram Records. Nonostante il grande talento compositivo non raggiunse un vasto pubblico per l’epoca, tanto che decise di scomparire per alcuni decenni non pubblicando più musica ma senza mai smettere di comporre.

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Sul finire degli anni 90 venne in qualche modo riscoperto e tornò prima con alcune ristampe e successivamente con nuovi lavori, tra cui Life Is People (2012) e Countless Branches (2020) che ebbero ottimi riscontri. Come letto nel messaggio di addio della Dead Oceans, era in lavorazione un nuovo disco che in qualche modo vedrà la luce malgrado non sia completo.

In un’intervista a “Spin Magazine” nel 2012 ricordava come avvenne il suo ritorno:

Fino a quando nel 1998 alcune persone hanno ripubblicato i miei album, per quanto mi riguardava, ero sparito, cancellato. Nessuno mi ascoltava. Ma poi ho avuto lo shock che la gente si ricordasse della mia musica. Stavo facendo giardinaggio e ascoltando alcune delle mie canzoni su cassetta, e una parte di me pensava che fossero piuttosto belle. Ho pensato, “Forse qualcuno le ascolterà un giorno”. Quella stessa sera, 14 anni fa, ho ricevuto una chiamata da un critico musicale che mi diceva che i miei due album sarebbero stati ripubblicati. Uno shock non può essere più grande di questo, David […] Per me è stato sorprendente. Non sarò mai in grado di credere che sia successo. Ecco come mi sento al riguardo. Avevo accettato il fatto che ero stato cancellato, ma che avevo sempre continuato a scrivere canzoni comunque e questo era abbastanza.

(Bill Fay)

Nel 2022 sono uscite le Bill Fay Singles Series, dei 7″ in collaborazione con diversi artisti come Kevin Morby, Steve Gunn, Julia Jacklin e Mary Lattimore in cu

L’ultima ristampa in ordine di tempo è stata Tomorrow, Tomorrow & Tomorrow come Bill Fay Group registrato tra il 1978 e il 1981 ma pubblicato solamente nel 2005, quando è apparso su cd con streaming limitato e nessun vinile di accompagnamento. Una ristampa del 2006 ha portato l’album su vinile ma con una sequenza troncata e nove canzoni mancanti. Nel 2024 era arrivata l’edizione definitiva in vinile doppio con 22 canzoni originali dell’album e include fotografie rare e inedite della sessione di registrazione originale con i musicista Gary Smith e Rauf Galip e Bill Stratton.

L’influenza sugli artisti contemporanei

L’impatto di Bill Fay sugli artisti contemporanei è enorme e molteplice: i Wilco hanno spesso suonato Be Not So Fearful dal vivo e Jeff Tweedy che l’ha cantata nel documentario I Am Trying to Break Your Heart. Lo stesso Fay si è unito alla band in due concerti speciali a Londra nel 2007 e 2010. John Howard ed Ed Harcourt hanno registrato Be Not So Fearful, mentre Jim O’Rourke e Glenn Kotche ne hanno reinterpretato Pictures of Adolf Again per il film United Red Army. La band Current 93 ha trasformato Time of the Last Persecution in un brano fisso dal vivo.

Il gruppo indie/folk Okkervil River ha inciso Plan D nel 2011, The War on Drugs ha suonato I Hear You Calling nel tour 2014, e A.C. Newman – progetto solista di Allan Carl Newman, già leader del gruppo The New Pornographers – ha registrato Be Not So Fearful, usata in The Walking Dead. Marc Almond ha pubblicato una versione live di Cosmic Boxer e Stephen Malkmus dei Pavement ha suonato We Have Laid Here in un celebre bootleg del 2009.

Qua sotto il video del brano This World da Life Is People del 2012.

Qua sotto una performance live in tv al Later… With Jools Holland nel 2012 con il brano al The Never Ending Happening, estratto dall’album Life Is People.

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