
Nel numero di Rumore di settembre trovate un’intervista a Brad Mehldau, che racconta il rapporto con Elliott Smith e l’album che gli ha dedicato
Ride Into The Sun è il titolo del nuovo album del pianista Brad Mehldau, dedicato a Elliott Smith. Il disco è stato realizzato in collaborazione con Daniel Rossen (Grizzly Bear), e tra i musicisti presenti figurano anche il cantante/mandolinista Chris Thile (Punch Brothers, Nickel Creek), i bassisti Felix Moseholm (Brad Mehldau Trio, Samara Joy) e John Davis (che ha anche curato la progettazione e il mixaggio dell’album), il batterista Matt Chamberlain (Fiona Apple, Tori Amos, Randy Newman), e un’orchestra da camera guidata da Dan Coleman. Oltre a dieci brani di Smith, sono presenti quattro composizioni di Mehldau “ispirate e che riflettono l’opera di Smith” e le cover di Thirteen dei Big Star e Sunday di Nick Drake.
A Elliott Smith, insieme all’altra icona del cantautorato americano anni 90 Jeff Buckley, è dedicata la copertina di Rumore di settembre, e per l’occasione Marco De Crescenzo e Rossano Lo Mele hanno incontrato proprio Mehldau, che ha condiviso ricordi di Smith, anche personali: “abbiamo suonato insieme un paio di volte”, racconta,
Quel che ricordo con più forza è la sua intensità. Era totalmente concentrato sulla musica, ma al tempo stesso molto chiuso. Timido, quasi dolorosamente. Lo vedevi che non stava bene. Anche sul palco si percepiva quella tensione interiore, quella fragilità. Quando suonavamo insieme, sentivi che la musica era il suo unico modo per comunicare veramente. Morì poco dopo che io lasciai Los Angeles, e
quel brevissimo periodo – forse cinque o sei anni – è rimasto sospeso nel tempo per me.
Qui sotto potete ascoltare Ride Into The Sun: