
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 3 al 9 novembre
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

ROSALÍA – LUX (Columbia/Sony)
Se già dal singolo apripista Berghain, che vede il coinvolgimento di due ospiti agli antipodi come Björk e Yves Tumor, si poteva capire in che direzione artistica sta andando l’artista spagnola, con l’uscita del suo quarto album in studio ne possiamo avere la definitiva conferma: Rosalía sta cercando di riscrivere le regole del pop moderno. L’opera mira ad essere percepita come complessa, dal momento che affronta tematiche religiose e spirituali e al suo interno c’è letteralmente di tutto: miriadi di generi (musica classica, fado portoghese, flamenco), lingue (spagnolo, inglese e almeno un’altra decina, persino un brano in italiano) e collaboratori (oltre a quelli menzionati in precedenza, abbiamo tra i tanti la London Symphony Orchestra diretta da Daniel Bjarnason, Pharrell Williams e Guy Manuel De Homem-Christo dei Daft Punk).

Venerus – Speriamo (EMI/HOM/Asian Fake/Universal)
“Per quanto i tempi siano grigi se non nerissimi c’è qualcosa dentro di noi che ci fa andare avanti con coraggio ed è il sentimento di speranza che non sappiamo da dove derivi ma ce lo troviamo addosso. (…) Il titolo è un augurio che musica e canzoni possano arrivare vicino al luogo del cuore di ciascuno dove c’è la speranza e dunque diventino motivo di felicità”. È con queste parole che l’artista milanese ha descritto il suo terzo album in studio, in arrivo a due anni di distanza dal precedente Il Segreto e ancora una volta ricco di ospiti: Mahmood, Cosmo, MACE, IZI, Gemitaiz, Side Baby, Jake La Furia, Marco Castello, Altea, amanda lean, not for climbing.

Danny Brown – Stardust (Warp)
Dopo quel 2023 molto intenso che l’ha visto pubblicare sia un album da solo (Quaranta) sia uno, leggendario, in collaborazione con JPEGMAFIA (SCARING THE HOES) il rapper americano aveva bisogno di una pausa. Infatti, il periodo successivo è stato trascorso dall’artista in una rehab per risolvere i problemi con l’alcolismo che lo attanagliavano da diverso tempo. Rinato alla fine di quel percorso, è ora tornato con la stessa voglia di sperimentare che aveva prima e questo sesto album in studio lo dimostra, portando al suo interno influenze dall’hyper pop e dall’EDM.

Portugal. The Man – SHISH (KNIK/Thirty Tigers)
A due anni di distanza dal precedente Chris Black Changed My Life la band dell’Alaska è pronta per tornare con il suo decimo album in studio. Sul profilo Bandcamp di John Gourley e soci si legge che il disco “canta del mondo più giusto testimoniato a casa e della visione per il resto di noi – prendendo solo ciò di cui abbiamo bisogno, sostenendo gli altri ad ogni turno e condividendo il meglio di ciò che abbiamo imparato per dare ad ognuno la possibilità di essere ancora migliore.”

White Lies – Night Light ([PIAS])
Con il suo settimo album in studio, che segue As I Try Not To Fall Apart del 2022, il trio indie rock inglese torna in una fase più sperimentale della sua carriera. Lo dimostra il fulcro di questo nuovo lavoro, la conclusiva In The Middle, da loro stessi descritta come “una canzone che parla di cambiamento, non necessariamente di andare avanti, ma di spostarsi in un altro luogo emotivo necessario per crescere. Ti dà anche un altro assaggio della nostra crescita musicale in questo prossimo album, in cui ci siamo lasciati andare completamente per abbracciare un lato più sperimentale dell’arrangiamento. E, a proposito, è un sassofono, non un flauto”.

Hatchie – Liquorice (Secretly Canadian)
A tre anni di distanza dal precedente Giving The World Away la cantautrice australiana torna con il suo terzo album in studio, con il quale intende celebrare l’amore e l’innamoramento nelle sue forme più spontanee e semplici (come la copertina, con quel rossetto sbavato e un sorriso stampato, lascia già intuire). Come dichiarato da lei stessa: “Il mio ultimo album ha finito per essere davvero cupo e introspettivo e quella è una parte di me, ma c’era quest’intero altro lato che sentivo di non star esprimendo. Sono una romantica senza speranza e una persona molto sciocca, a volte fino all’eccesso.”

Midlake – A Bridge To Far (Bella Union)
La band texana giunge al suo sesto album in studio, che arriva a tre anni di distanza dal precedente For The Sake Of Bethel Woods, e riconferma la sua missione di voler continuare a diffondere il verbo del folk tipico degli anni Settanta anche ai giorni nostri. Per l’occasione Eric Pulido e soci sono stati raggiunti da un paio di ospiti: Maddison Cunningham alla voce in Guardians e Sam Evian, che è anche il produttore del disco, al sassofono in The Calling.

Stella Donnelly – Love And Fortune (Dot Dash/Brace Yourself)
C’è spazio anche per una seconda cantautrice australiana questo venerdì che, giunta al suo terzo album in studio, va nella direzione opposta di Hatchie e realizza un progetto molto profondo e personale. Il disco, che segue Flood del 2022, infatti, riflette su un periodo di profondo cambiamento interiore vissuto dall’artista e le permette di mostrare il suo lato più intimo in maniera estensiva, dando pieno risalto ai lati più peculiari della sua voce e grazie al sostegno di una musica pregna di vitalità e dissolutezza.

The Dears – Life Is Beautiful! Life Is Beautiful! Life Is Beautiful! (Next Door)
A 5 anni di distanza dal precedente Lovers Rock la band canadese torna con il suo nono album in studio, un autentico inno alla vita nato durante un concerto. Come spiegato dal leader Murray Lightburn: “Ho detto al pubblico che a volte la vita è dura, ma che è comunque bella. Ho chiesto di ripeterlo con me tre volte: un mantra, un desiderio, un’affermazione. (…) Nei momenti più bui potremmo pensare che le cose non miglioreranno mai. Ma se riusciamo a superare le difficoltà, scopriamo ciò che pensavamo fosse impossibile: che potremmo sorridere di nuovo, forse persino ridere. (…) Le canzoni di questo disco sono per tutti. Sono pensate per essere di sostegno“.

The Mountain Goats – Through This Fire Across From Peter Balkan (Cadmean Dawn/Thirty Tigers)
Dopo 22 anni di onorato servizio il bassista Peter Hughes ha deciso di lasciare il gruppo per questioni di salute. I suoi colleghi hanno optato per andare avanti con Cameron Ralston, ma questo ventitreesimo album in studio, che segue Jenny From Thebes del 2023, è dedicato proprio a lui. Il nuovo progetto è stato descritto dal leader John Darnielle come un “musical da camera”, la cui ispirazione è venuta da un sogno fatto dal cantante e chitarrista, talmente intenso da indurlo a porre le basi per un intero disco.

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