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Sónar 2022 preview

Dopo due anni di stop, a Barcellona torna il Sónar Festival, che vede fra i protagonisti anche i nostri Nu Genea

Dopo due anni di stop, a Barcellona torna il Sónar Festival, che vede fra i protagonisti anche i nostri Nu Genea

di Giorgio Valletta

Dal 1994, Barcellona è la sede di un evento nato con la dicitura Festival of Advanced Music and Multimedia Art e che ogni anno, attorno alla metà di giugno, offre un’attendibile panoramica sull’universo della musica elettronica, dalle frange più sperimentali a quella che si può più strettamente definire dance. Il tutto mantenendo sempre un prodigioso equilibrio fra la ricerca di artisti nuovi ed emergenti e la presenza in cartellone di nomi di forte richiamo.

L’edizione 2022, che si svolgerà il 16, 17 e 18 giugno, non fa eccezione, e segna il ritorno – dopo la pausa forzata di due anni, ovviamente a causa della pandemia – di una preziosa quanto piacevole consuetudine. Un festival il cui programma è suddiviso in due dimensioni, quella diurna, il cosiddetto Sónar by Day, nei quattro palchi dell’area centrale di Fira Montjuïc, e quella notturna, che nelle ultime due serate presenta nei quattro larghi spazi del Sónar by Night, in Fira Gran Via de L’Hospitalet, alcuni degli artisti chiave del panorama elettronico e dance internazionale.

Fra le attrazioni principali nella parte notturna del Sónar, le performance live di Chemical Brothers – con un nuovo show audiovisivo “immersivo” – , Moderat, Arca, The Blaze, Bonobo, Giant Swan e Love Minus Zero (nuovo progetto di Tiga con Hudson Mohawke) e i DJ set di Skee Mask, The Blessed Madonna, Joy Orbison, Avalon Emerson, Charlotte de Witte, Batu, Midland con Shanti Celeste, Helena Hauff, Richie Hawtin.

Nomi di spicco anche nel ricco programma “diurno” – dalle 13 a mezzanotte in tutte e tre le giornate – se consideriamo la presenza di Jayda G, Lyra Pramuk, DJ Python, Lafawndah, Polo & Pan, Sega Bodega, Eartheater, serpentwithfeet, Paranoid London, Vegyn, i nostri Nu Genea con live band, Eris Drew e Octo Octa in un back-to-back, e i lanciatissimi fratelli britannici Overmono.

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La recente pausa non ha affatto cancellato la natura eclettica del festival, confermata anche in quest’edizione da presenze come quelle di Headie One e AJ Tracey – artisti di punta della caldissima scena rap britannica -, della visione sonora globale della producer di origine italo-ivoriana Ehua, dei ritmi Jersey/Baltimore rappresentati da un’artista di culto quale UNIIQU3, oppure del doloroso romanticismo dell’irlandese For Those I Love. Per non parlare del set dal potenziale esplosivo firmato Scotch Rolex con MC Yallah & Lord Spikeheart: fra elettronica giapponese 8-bit, rap e noise-metal africano.

Ancora, una delle quattro aree notturne (SonarCar) sabato notte sarà monopolizzata da un dj set di sei ore a cura di Kabza De Small e DJ Maphorisa, produttori sudafricani che sono fra i nomi più chiacchierati del suono Amapiano, il tutto nello stesso spazio in cui nella serata precedente sarà protagonista il collettivo queer berlinese Herrensauna XXL.

Ovviamente è rappresentata anche la scena locale, da una star come C. Tangana a un artista “alternativo” quale Chico Blanco (ospite del recente album di Bawrut In The Middle), dal latin pop di Nathy Peluso alla trap di Morad fino al duo sperimentale Tarta Relena, oltre al progetto che vede collaborare il produttore catalano Pedro Vian con il torinese Mana.

Oltre alle numerosissime performance in cartellone, viene ampliata anche l’area Sonar+D, dedicata a creatività e tecnologia. I tre temi portanti del suo programma sono Web3 (dalle economie digitali alla cripto-arte), intelligenza artificiale ed ecologia acustica, e in questa circostanza si aggiungono il nuovo Stage+D, dedicato a panel ibridi e conferenze-performance di tema tecnologico, e la SonarÁgora, che ospiterà dibattiti e conferenze orizzontali con la partecipazione attiva del pubblico.

Tutto ciò non è che un riassunto di alcuni degli elementi principali del programma, che trovate nella sua completezza a www.sonar.es. Che a quasi trent’anni dalla sua nascita il Sónar Festival continui ad essere così propositivo e ricco di nuovi stimoli musicali, è un piccolo miracolo.

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